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 • Eccellenze  • TOURING SUPERLEGGERA

TOURING SUPERLEGGERA

TOURING SCIÀDIPERSIA CABRIOLET
L’INCARNAZIONE MODERNA DEL VIAGGIO ROMANTICO

La storia di Touring Superleggera
Carrozzeria Touring Superleggera, considerata in tutto il mondo tra i massimi esponenti della scuola stilistica italiana, è nata a Milano nel 1926 e si è subito affermata nel ristretto ambiente degli stilisti internazionali per la duplice attività di costruttore di “fuoriserie”, e di progettista e costruttore di automobili ad alte prestazioni per i marchi più nobili dell’epoca d’oro delle grandi automobili: Alfa Romeo, Isotta Fraschini, Bmw, Lancia, per continuare nel dopoguerra anche con Aston Martin, Ferrari (la maggior parte della produzione fino al 1952), Lamborghini, Maserati e Pegaso.
Il suo brevetto del 1936, che permetteva di alleggerire al massimo la carrozzeria delle automobili più sportive, ha consentito a Touring di eccellere anche nel settore delle auto da competizione: nel palmarès dello stilista milanese trovano posto, tra l’altro, undici vittorie assolute alla Mille Miglia, di cui nove consecutive. Tra i modelli più famosi progettati da Touring, si possono ricordare l’Isotta Fraschini Flying Star (1931), le Alfa Romeo 2500 Villa d’Este (1949) e 1900 Sprint (1952), la Maserati 3500 GT (1957), la Ferrari 166 MM “barchetta” (1949), l’Aston Martin DB4 e DB5 (1958), la prima Lamborghini 350 GT (1963) e la Lamborghini Flying Star II su meccanica 400 GTV (1966).

TOURING CONTINUERÀ A PORRE L’ACCENTO SUL PIACERE SENSORIALE, CHE COMPRENDE L’ESTETICA – OPERE D’ARTE SU RUOTE – E IL PIACERE DI GUIDA.

Fuoriserie oggi
Da quando Touring Superleggera ha ripreso lo storico marchio nel 2009, ispirandosi all’immensa eredità dei fondatori si è concentrata sul design e produzione di vetture uniche o in pochissimi esemplari. È stato il particolare mix di competenze, dall’ingegneria più avanzata alle straordinarie capacità artigianali della manifattura, che ha reso possibile la rinascita delle fuoriserie scomparse nella seconda metà del secolo scorso. Touring vede con interesse che un numero di altre imprese seguano il suo esempio, per servire questo mercato in forte crescita, e s’interroga sull’evoluzione possibile del concetto per restare all’avanguardia. Touring continuerà a porre l’accento sul piacere sensoriale, che comprende l’estetica – opere d’arte su ruote – e il piacere di guida. La Sciàdipersia Cabriolet compie un deciso passo avanti in questa direzione, guidando il Rinascimento del settore delle fuoriserie personalizzate.

Design
Le proporzioni della vettura, il vero fondamento dello stile Touring, risultano esaltate dalle caratteristiche della versione Cabriolet: forme filanti, allungate, perché possa dare l’impressione di scivolare senza sforzo alcuno, parte integrante di scenari mozzafiato. Il trattamento delle superfici definisce una linea che ricorda una freccia pronta a scoccare dall’arco, un’eleganza implicita e seducente, dinamica senza essere aggressiva. Un’eleganza innata, sottile e altera, regale in ogni sua accezione, fino allo sbalzo posteriore che riprende il concetto dell’abito a due code. “A tetto aperto la purezza della forma è esaltata, amplificando il concetto della freccia scoccata dall’arco” – dichiara Louis de Fabribeckers, Head of Design. – “È particolarmente evidente in vista laterale, con il frontale assottigliato e a punta, e il disegno delle penne richiamato dai segni obliqui del posteriore.” Il dinamismo è dato dalla linea che scorre lungo tutta la fiancata, tagliandola idealmente in due, senza disturbarne l’armonia. Anticipando ancora una volta le tendenze, Touring disegna per la Sciàdipersia superfici lisce, pure, raccordate da spigoli vivi sul fianco e sulla coda. Sono i dettagli ad esaltare la natura di fuoriserie realizzata con processi manuali in pochissimi esemplari. Le finizioni in alluminio alternano sapientemente il trattamento spazzolato e lucidato, creando inattesi colpi di luce a sottolineare la scansione dei volumi. In una vettura aperta il design degli interni concorre a creare continuità con l’esterno, riflettendone l’impostazione e accentuandone i dettagli. La scansione orizzontale della carrozzeria è riprodotta in cabina da una fascia orizzontale continua in alluminio spazzolato che congiunge plancia e pannelli porta, e dai rivestimenti interni, definiti come sempre su ispirazione del proprietario, un competente collezionista. La parte superiore è di un caldo marrone, mentre per i sedili e la parte bassa è stata scelta una delicata tonalità di beige, impreziosita da cuciture in contrasto in arancione, con Sciàdipersia ricamato al centro del poggiatesta. Ancora una volta in decisa controtendenza rispetto al trend corrente, Touring rivaluta con Sciàdipersia tratti di stile ispirati agli anni ‘70. Elementi come il frontale basso, sottilissimo, le superfici convesse tagliate da spigoli vivi, la coda ben presente, sono però rigorosamente integrati nei canoni del linguaggio Touring: proporzioni perfette per il profilo di missione, superfici e linee semplici ed armoniose, ornamenti discreti, a celebrare l’eleganza senza tempo.

HERITAGE
TOURING SUPERLEGGERA COMPLETÒ NEL 1958 LA MASERATI 5000 GT

“Scià di Persia” su richiesta dello Scià Reza Pahlevi e presa da allora a come modello di eleganza e sportività che caratterizza la produzione Maserati. Touring Superleggera, nel 1957, si aggiudica la commessa per disegnare la prima Maserati di serie, la 3500 GT coupé, e costruirne le carrozzerie. È l’inizio di una lunga e solida collaborazione tra i due marchi. Nel 1958 Maserati commissiona a Touring una versione cabriolet, e la Carrozzeria milanese ne realizza tre diversi esemplari unici, di cui uno esposto a Ginevra nel 1958. I tre prototipi rimangono a testimonianza dell’estro, della creatività e dell’abilità di Touring di anticipare lo stile e il design automobilistico più evoluto.