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PROBABILITÀ IMPREVISTI

IL MERCATO IMMOBILIARE AL TEMPO DEL COVID
ALESSANDRO LEONI – FOTO ARCHIVIO CASACLASS

Il Coronavirus ci ha proiettati tutti in una nuova dimensione. Nessuno di noi era minimamente preparato alla pandemia; tralasciando gli aspetti sanitari, che in Lombardia hanno avuto degli effetti devastanti in alcuni territori, concentrerei l’attenzione su quelli economici e in particolare sul mercato immobiliare. Lo scenario che si è delineato nel corso di questo 2020 era del tutto imprevedibile. L’Italia è un Paese dove l’economia avanza a passo ridotto da diversi anni, con profonde spaccature tra le regioni, tra le grandi città metropolitane e la provincia, tra il Nord e il Sud.

Un’economia messa a dura prova da questa pandemia, dove i numeri sono impietosi. Se il Pil nel 2019 è cresciuto solo dello 0,3 per cento, nel 2020 le stime fatte dal Centro Studi di Confindustria prevedono un crollo di circa il 10,0 per cento. Dato che non tiene conto degli sviluppi nella seconda metà dell’anno. Il Coronavirus ha ancora il coltello dalla parte del manico. Era impossibile per il mercato immobiliare uscire indenne da questa situazione. Analizzandolo in generale, attraverso i dati forniti dall’Istat e dall’Agenzia delle Entrate, i primi due trimestri sono stati un bagno di sangue. Inutile girarci attorno. I volumi delle compravendite sono crollati di circa il 27 per cento nel secondo trimestre 2020, dopo aver segnato un meno 15,5 per cento nel primo. Parliamo sempre di numeri nazionali, ma che aiutano a comprendere come gli italiani abbiamo rallentato e siano attendisti: vogliono capire cosa succederà.

Nonostante la contrazione, però, l’indice del prezzo delle case è in costante aumento da diversi anni, tendenza che ha mantenuto anche in questo difficile periodo, anzi ha mostrato una accelerazione nel secondo trimestre: le case nuove hanno fatto segnare un 2,7 per cento in più, mentre le esistenti sono cresciute del 3,7 per cento. Milano, poi, ha fatto segnare un aumento su base annua dei prezzi delle abitazioni (nuove ed esistenti) del 15,9 per cento. Numeri confortanti che mostrano come il mercato immobiliare sia in realtà vivo. Certamente i fasti degli anni 2004 – 2006 sono lontani, ma gli italiani continuano a considerare il mattone una garanzia per il futuro, non solo come investimento, ma anche come sicurezza di avere un luogo dove vivere e costruire la propria famiglia. Tutto è ancora legato all’andamento della pandemia, a eventuali altri stop all’economia, al cambiamento delle abitudini alla fine di questo periodo, alle politiche economiche che saranno messe in campo per aiutare la ripartenza dell’Italia.

IL CORONAVIRUS CI HA PROIETTATI TUTTI IN UNA NUOVA DIMENSIONE.

Il perdurare nel tempo di crediti agevolati permetterà l’accesso a finanziamenti a tassi vantaggiosi e questo darà sicuramente un impulso al mercato immobiliare, soprattutto per chi sta cercando casa per viverci, per creare un nuovo nucleo famigliare, per mutate esigenze lavorative. Proviamo a immaginare una famiglia dove tutti lavorano da remoto e anche i figli devono fare didattica a distanza: servono spazi diversi e infrastrutture moderne e funzionali, per esempio case con giardini indipendenti, stanze insonorizzate, internet ad altra velocità. Il ruolo di chi opera nel mercato immobiliare, in un momento così particolare, diventa fondamentale. Ora, più che mai, è necessario lavorare con professionalità, sapere ascoltare e capire le esigenze del cliente, offrire i servizi necessari a far sì che l’operazione di compravendita avvenga rapidamente e senza intoppi. Il mercato ha sì subito una battuta d’arresto a causa del covid, ma prima era in una fase di crescita e tutto fa presupporre che ritorni a crescere quando il sistema Paese avrà ritrovato un equilibrio stabile.