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PORTA NUOVA

UNO SGUARDO SULLA MILANO MODERNA
TESTO DI REDAZIONE – FOTO DI ANTONIO MERCADANTE

C’è sempre una Milano da bere, zone dove si respira un’aria diversa, più internazionale. Zone dove Milano diventa Europa e si fondono le diverse anime della città per dare vita a un humus ricco di novità, tendenze, idee e voglia di vivere. Una di queste zone è sorta in questi ultimi anni attorno alla Stazione Garibaldi. Qui tra Corso Como, Piazza Gae Aulenti e Corso Garibaldi e vie limitrofe Milano s’è desta e ha cambiato faccia. Una zona ben servita, piacevole da girare in ogni momento del giorno, ricca di tentazioni per gli amanti della socialità e degli aperitivi. La casa che ho visitato si trova in mezzo a tutto questo, ma sufficientemente distante se si desidera un po’ di tranquillità. È un appartamento con una sua personalità, di quelli che piacciono. Questo dipende molto dalla scelte d’arredamento che son state fatte, c’è un continuo rincorrersi di elementi e di colori. Qui i colori scuri sono stati usati tantissimo, addirittura hanno trasformato un angolo della casa in una galleria d’arte sfruttando il contrasto tra le pareti grigio scuro e le cornici dorate. Peccato non sia possibile metterci una poltrona per ammirare i quadri esposti, per questo bisogna andare al museo. La presenza di un terrazzo, attrezzato con poltroncine e con diverse piante che garantiscono frescura e privacy, permette di rendere luminoso il salone attraverso le ampie vetrate: indubbiamente un elemento distintivo di questa casa.
Guardando in giro si possono notare tanti complementi di arredo, vasi, scatole, sculture e molto altro ancora. Segno che questa è una casa che si presta a essere vissuta. La parete con la libreria può diventare l’ideale ricettacolo per gli oggetti d’arte e non solo raccolti in giro per l’Italia o il mondo. Io ho una serie di bottiglie di birra molto particolari di un birrificio delle Hawaii, naturalmente vuote, e su quei ripiani farebbero la loro figura come fermalibri. Però il locale di questa casa che preferisco in assoluto è la cucina. Ho una predilezione per questa stanza, rivela molto dell’anima delle case. A volte capita di trovare cucine perfette, troppo perfette, come se si entrasse in un’esposizione di arredamento.

Quelle che non hanno neanche un graffio sul piano di lavoro. Fanno capire che la casa non è stata vissuta appieno, che non è stata sfruttata. Qui, invece, c’è tutto, si respira un’aria diversa. Poi la cantinetta per i vini mi ha fatto venire voglia di cucinare degli spaghetti con i frutti di mare (non è una leggenda metropolitana che qui il pesce sia freschissimo) e berci sopra una bottiglia di Greco di Tufo. Li mangerei sulla terrazza della cucina, dove c’è tutto per godersi un pasto all’aperto: tavolo e sedie. Nella camera patronale c’è uno degli elementi dell’arredamento della casa che più mi son piaciuti durante il sopralluogo: la poltrona gialla in pelle. Se fosse stata in un’altra stanza avrei imparato a fumare la pipa pur di poterci stare seduto sopra, ma essendo in camera da letto mi limiterò alla lettura, magari portando un bicchiere di grappa (di vitigno aromatico bianco) da degustare tra una pagina e l’altra. Il bagno, spazioso, è ben strutturato ed è arricchito dall’uso di marmo bianco e dal pavimento di parquet.

È UN APPARTAMENTO CON UNA SUA PERSONALITÀ, DI QUELLI CHE PIACCIONO.

Parquet che ritroviamo anche in tutte le altre stanze della casa e che dona calore come solo il legno sa fare. L’ho trovato un appartamento interessante, sia per la posizione sia per come è organizzato e arredato. Come ho detto ha una sua personalità, è decisamente adatto a una giovane coppia che vuole avere una casa con i giusti spazi dove ritirarsi dopo il lavoro, ma, considerando la posizione, permette anche di uscire e incontrare amici in una delle zone più vive di Milano senza dover prendere la macchina o altri mezzi. Mentre mi avvio verso la metropolitana decido di fare una capatina in un locale vicino a prendere un tè matcha. Un tè verde giapponese ricco di antiossidanti e di caffeina, ma che soprattutto fa sentire internazionali.