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BETTER CAMPARI

SE LA PIOGGIA FOSSE…
UN APERITIVO PER TUTTE LE STAGIONI

Il tempo è un lusso, specialmente in una società che lo brucia come la nostra. Soprattutto a Milano, città dove tutto deve essere pronto per ieri. In questa frenesia c’è un momento in cui però ci si ferma ed è quello dell’aperitivo, uno stop tra il tempo del lavoro e quello della vita privata. Sappiate però che ci sono molte probabilità che mentre consumate questo secolare rito il prodotto bevuto sia del Gruppo Campari.

LE ORIGINI

Questa realtà nasce nel 1860 a Sesto San Giovanni, città alle porte di Milano. Gaspare Campari crea il Bitter Campari, l’aperitivo rosso. Questa bevanda riscuote immediato successo tra i Milanesi e contribuisce a far nascere il rito dell’aperitivo, in parallelo con il Vermouth a Torino.
L’apertura nel 1915 del Camparino in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano fornisce un ulteriore spinta al successo di questa alcolico.
In questo storico locale era abitudine consumare durante l’aperitivo un cocktail semplice, creato con il bitter campari e una spruzzata di selz, servito in un bicchiere a forma conica capace di esaltarne le caratteristiche aromatiche.
Davide Campari, figlio di Gaspare, nel 1932 mette questo cocktail in bottiglia e la fa disegnare da Fortunato Depero, uno degli artisti più importanti del Futurismo.
Nasce così il Camparisoda nella sua iconica bottiglia a forma di cono, senza etichetta, rimasta invariata nel corso degli anni: simbolo di aperitivo milanese. Il rapporto tra la Campari e l’arte è sempre stato stretto; la società di Sesto San Giovanni ha sempre avuto un occhio particolare per questo mondo, affidando la realizzazione delle campagne pubblicitarie, e oggi si direbbe marketing, a importanti artisti.

Oltre al già citato Depero, realizzarono materiale per la Campari Adolfo Hohenstein, Marcello Dudovich, Marcello Nizzoli, Leonetto Cappiello, Bruno Munari, Franz Marangolo, Guido Crepax, Federico Fellini solo per citare alcuni dei più noti. Cappiello, nel 1921, disegnò “Lo Spiritello” che oggi è presente nel francobollo commemorativo emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico in occasione dei 160 anni della Campari.

Gli appassionati d’arte e di storia della comunicazione possono approfondire questi temi alla Galleria Campari a Sesto San Giovanni, dove sono raccolti in un museo i materiali usati per promuovere il marchio dalla nascita ai giorni nostri.

IL BITTER CAMPARI È NELLA LISTA DEGLI INGREDIENTI DI ALCUNI DEI PIÙ FAMOSI COCKTAIL BEVUTI DURANTE L’APERITIVO: AMERICANO, NEGRONI, NEGRONI SBAGLIATO E MOLTI ALTRI ANCORA.

Il Bitter Campari è nella lista degli ingredienti di alcuni dei più famosi cocktail bevuti durante l’aperitivo: Americano, Negroni, Negroni sbagliato e molti altri ancora.

Nel mondo della miscelazione è uno dei prodotti di riferimento, dona ai cocktail aromi fruttati, con note speziate di cannella e chiodi di garofano, e una nota amaricante data della erbe utilizzate nell’infusione. Il grado alcolico non eccessivo, raggiunge i 25°, permette di ottenere cocktail di sapore gradevole e facile beva. Attenzione però, l’abuso di bevande alcoliche è un serio problema a qualsiasi latitudine, per questo il Gruppo Campari attraverso le sue campagne di comunicazione cerca di veicolare un messaggio molto chiaro: si deve bere in modo responsabile, cioè gustare ciò che si beve, godere dalla compagnia, sapendo che gli eccessi possono portare a gravi conseguenze.

Negli ultimi 25 anni il Gruppo Campari ha accresciuto le sue quote di mercato attraverso una serie di acquisizioni e da Sesto San Giovanni è diventato uno dei più grandi attori mondiali nel settore delle bevande spiritose.

In Italia, come dicevamo, al momento dell’aperitivo ci sono molte probabilità di bere un loro prodotto. Fanno parte del Gruppo Campari, infatti, i marchi Aperol, Crodino e Cinzano, che assieme al Campari e Camparisoda sono indiscussi protagonisti di innumerevoli preparazioni per i pre-cena: Spritz su tutte.

Il Gruppo Campari oggi è una delle più importanti realtà italiane, ha saputo ritagliarsi un proprio spazio, in particolare nel settore degli aperitivi, ma ha a catalogo molti altri conosciuti brand come gli amari Averna, Braulio e lo storico Cynar, Il greco Ouzo, il Gran Marnier, la vodka Sky, il bourbon Wild Turkey e molti altri ancora.

Grazie a una strategie commerciale capace di armonizzare la crescita interna e l’acquisizione di nuovi brand, sia locali sia internazionali, oggi il Gruppo Campari vende i propri prodotti in oltre 190 Paesi, con 21 stabilimenti produttivi in Italia, Francia, Grecia, Scozia, Jamaica, Australia, Messico, Stati Uniti, Canada, Argentina e Brasile.

Gaspare e Davide Campari hanno contribuito a creare una tradizione italiana che sta trovando sempre più spazio anche all’estero, in fondo abbiamo uno stile di vita che in molti provano a copiarci. Quando vogliamo sappiamo fermare il tempo per trarre piacere dalla bellezza che ci circonda.